L’uso dello strumento della SWOT ANALYSIS ai tempi della Pandemia

A cura di Francesca Pirilli – assistente sociale Area Magistratura Comune di Tivoli e TSMREE Distretto 3

Sono passati esattamente 17 mesi da quando tutto è ufficialmente iniziato!
Ricordo vivamente gli attimi, le sensazioni di paura e sconcerto perchè la vita di ognuno di noi è improvvisamente e radicalmente cambiata trasformandosi in una bolla” in cui sospesi e disorientati, siamo stati costantemente “bombardati” dai dati forniti dai vari TG regionali e nazionali sui nuovi casi positivi, decessi e focolai con restrizioni negli spostamenti fra le regioni e fra lo stesso territorio.
A partire da 17 mesi fa la nostra vita – professionale e personale – ha iniziato ad assomigliare ad un funambolo “in bilico” in una “terra di mezzo” ovvero tra un prima e un dopo dove le nostre certezze hanno lasciato il posto a problematiche di natura economica, sociale e sanitaria con particolare riferimento, per quest’ultima , all’ambito della salute mentale.
Come professionisti che operano all’interno del Servizio di Neuropsichiatria Infantile ci siamo trovati a confrontarci con questa e altre ondate di fenomeni socio-sanitari fra cui, l’aumento dei casi, soprattutto negli adolescenti e pre adolescenti, di fenomeni di autolesionismo, ideazioni suicidarie o tentativi di suicidio, disturbi alimenti e atti di bullismo.
A seguito delle restrizioni legate al lockdown, che ha inciso profondamente nella limitazione della vita sociale e scolastica, sono state riscontrate varie forme di ritiro sociale, ansia e depressione e, purtroppo, una sempre più costante dipendenza dall’ uso social e da sostanze alcoliche e psicotrope.
E’ stato sin da subito evidente che questa emergenza sanitaria avrebbe, nel breve e lungo termine, modificato la metodologia di lavoro e il rapporto con i pazienti e gli altri professionisti trasformando in parte le nostre abitudini lavorative e personali, ed infatti, il vocabolario del professionista si è arricchito di termini nuovi quali smart working, call conference e piattaforme, s-personalizzando l’approccio metodologico e svuotandolo di contenuti fisici che, soprattutto in alcune situazioni particolarmente delicate, poteva avere un effetto catartico e di contenimento.
Il lavoro è diventato più smart e con un click c’è stata l’opportunità di arrivare in posti diversi e parlare con professionisti di vari servizi in pochissimo tempo e senza tener talvolta conto, soprattutto lavorando in smartworking e/o nei momenti estrema emergenza socio-economica, dei giorni e orari di apertura del servizio
Pensiamo che questo abbia rappresentato un punto di forza nel nostro lavoro e nel mantenimento di un rapporto empatico e di fiducia con le persone e nel lavoro di rete e di equipè?
A distanza di 17 mesi e volendo fare una verifica ex post, quali sono stati gli effetti all’interno del nostro lavoro con particolare riferimento al rapporto empatico e di fiducia con il paziente e nel lavoro di rete e di equipé? Come e quando abbiamo utilizzato la nostra creatività in questa fase di emergenza sanitaria? Pensiamo sia stato un punto di forza o, al contrario, un punto di debolezza se non addirittura un rischio?
Non esiste un risposta esatta ed univoca a questa domanda poiché:
ogni storia sociosanitaria è unica e irripetibile;
diversa la capacità di resilienza e nel fronteggiare le avversità;
i vari professionisti possono differenziarsi nell’avere una maggiore o minore attitudine nell’uso delle piattaforme multimediali.
A parere di chi scrive e in ottica di creatività del lavoro, possiamo utilizzare lo strumento della SWOT ANALYSIS “vestendolo” ad hoc con la finalità di creare uno spazio di confronto con l’equipè.
I quesiti sopra citati, che possono rappresentare gli obiettivi della nostra ricerca, verranno analizzati singolarmente dal gruppo tramite la presenza di un facilitatore e rispettando le seguenti voci che compongono la SWOT ANALYSIS ( punti forza, punti debolezza, opportunità e rischi) con una restituzione finale in plenaria.
Perché potrebbe essere importante lo strumento della SWOT ANALYSIS? Secondo chi scrive, sono molti gli effetti che si possono ottenere.
In primis, la creatività posta in essere dalla SWOT ANALYSIS permetterebbe di avere avere un quadro anamnestico del lavoro di equipè, condividendo in gruppo l’esigenza di affrontare alcune situazioni ritenute rischiose e programmare un intervallo di tempo ben definito per riunirsi nuovamente e rivedere la SWOT ANALYSIS con il fine di creare un paragone fra il “prima” e “il dopo”.
In seconda battuta questo strumento può essere utile per imparare a “fermarsi” a riflettere su di noi come professionisti e come equipè e per garantire un cambiamento e miglioramento nel contesto lavorativo e nel rapporto con gli altri sia nel “qui ed ora” che in prospettiva futura con l’obiettivo di fidarsi e affidarsi al gruppo di lavoro in ottica di umiltà e dunque” spogliandosi” dei vari “deliri di onnipotenza” e “sindrome della crocerossina”